Le mostre di Vitale Pasquale, artista

Personale

Personale "Ecce Homo" Ass.culturale "Kronos" 5/28 maggio 95 CE

L'artefice e l'uomo si manifestano.La citazione biblica ispira, nell'opera, di Pasquale Vitale, una tragica commedia, quella del dualismo umano, generatore di metafore e dicotomie. L'autoritratto ( Ecce Homo 94 ) è esplicito : un se imbevuto di Cristo e Faust, apertamento dionisiaco. I due volti interiori, uno propenso al divino e l'altro al demoniaco, si fondono, plasmando una verità : il mistero dell'anima.
I fondi scuri, tenebrosi, vi alludono spietatamente; un mistero amniotico, atto alla vita, ma in perenne dualismo con essa.
Il significato dell'esistenza, per l'artista, se pur indagato con veemenza, rimane inespresso. L'esorcismo eterno, dunque, è affidato all'ironia amara di un modus obiettivo, evocatore, che porta in superficie i "mostri" nati dal sonno della "ragione".
Vitale discende dai recessi della psiche evidenziando una materia inconscia, forse scomoda per la sua crudezza espressiva, ma intensamente feconda. L'elemento materico - questa volta fisico, la carta - rende le immagini verosimili perchè lievemente volumetriche, provviste di un epidermide rugosa, squamata, che sembra manifestare una corruzione interna. L'uso di un cromatismo scarno, infine, mira a non manomettere un linguaggio che vuole essere fortemente introspettivo, autentico. Tra ascendenze espressionistiche e rimandi al "sublime". Pasquale Vitale elabora, in ogni caso, un logos artistico, originale e significativo.

 

[ Carmine Simeone ]